Intelligenza Artificiale per comporre musica e capire sempre di più le emozioni umane ad essa associate.
Il continuo sviluppo della tecnologia ci è venuto sempre più in aiuto, risparmiandoci lavori a volte faticosi e macchinosi, come ad esempio calcoli complessi, grande memoria e lavori manuali minuziosi.
Il genio creativo invece è sempre rimasto prerogativa dell’essere umano; un’originalità che non si può insegnare alle macchine ma che è custodita nelle nostre mani, o meglio, nella nostra testa.
È davvero ancora così?
Le macchine hanno imparato ad essere creative
In realtà, la creatività è arrivata nelle mani dell’Intelligenza Artificiale. In ambito musicale la tecnologia è riuscita anche a comporre melodie e canzoni.
Così sono nati i compositori virtuali. Come la piattaforma Aiva, in grado di comporre brani originali basandosi sulle partiture dei grandi compositori come Beethoven e Mozart. In questo caso però l’interazione uomo-macchina rimane fondamentale per verificare i parametri di apprendimento, per la fase di orchestrazione e produzione.

Ma non finisce qui.
Ai giorni d’oggi il consumo di musica avviene attraverso l’ascolto e la condivisione di playlist online. Anche in questo caso la tecnologia la fa da padrona: le piattaforme online che offrono il servizio di streaming musicale hanno sviluppato degli algoritmi tanto complessi quanto efficaci per scovare il gusto degli utenti e sottoporgli musica adeguata, sulla base di stile, ritmo, e tanti altri fattori.
Con il tempo sono state create anche le playlist umorali, ossia con determinati mood: tarate automaticamente su un certo stato d’animo, funzionano attraverso l’analisi dei testi, del riconoscimento di alcune parole chiave, per determinare se un brano appartiene a una certa emozione o a un’altra.
E se le macchine iniziassero a capire anche le emozioni?
Deezer, piattaforma musicale francese, vuole sviluppare un nuovo sistema per rendere le playlist umorali migliori di quanto non lo siano adesso.
Sta infatti portando avanti una ricerca scientifica basata sul Deep Learning per analizzare la musica e i testi delle canzoni, per capire che emozioni suscitano e con quale intensità.

Il meccanismo prevede una sorta di allenamento della macchina attraverso i feedback umani, usati per migliorare le proprie capacità decisive. Dopo un periodo di studio, la macchina è pronta a svolgere il suo compito: ascoltare nuovi brani e decidere per conto proprio la categoria umorale a cui appartiene. Il motivo per cui la macchina finisca per fare una determinata scelta, infine, nessuno lo sa. È un vero e proprio mistero, non a caso è detto “black box”.
Il futuro, di cui tanto abbiamo fantasticato, è già qui.
Giocare con l’intelligenza artificiale può di certo semplificarci la vita, ma sapremo essere prudenti?
Tanti film fantascientifici ci hanno già avvertito, e mostrato le conseguenze: robot che attaccano gli umani e prendono possesso della Terra, sterminandoci tutti! Speriamo di non arrivare a tanto!